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Festeggiando San Giorgio, la notte dei Proms
(dal sito
www.drammaturgia.it)
Prom sta per Promenade concert, concerto popolare per eccellenza in
Gran Bretagna. "Concerto da passeggiata" in cui generalmente il
pubblico assiste in piedi, almeno in origine. Il repertorio è di
facile ascolto, nonostante si eseguano musiche di autori del
repertorio classico. E' un terreno tipicamente anglosassone che va
sotto il termine azzeccato di light music, musica leggera, senza il
significato che ci portiamo in Italia dagli anni '50. Un successo che
dura da tanto tempo perché il festival dei Proms di Londra compie
quest'anno i 110 anni. L'idea iniziale era quella di presentare un
repertorio estremamente vario, eseguito ai massimi livelli per il
grande pubblico. Così la Last Night of the Proms è la serata
conclusiva del più grande festival di musica classica al mondo, quello
dei Proms di Londra appunto, che ha luogo ogni estate tra il 20 Luglio
e il 10 settembre circa alla Royal Albert Hall. E' sempre una serata
di grande divertimento all'insegna della tradizione britannica,
durante la quale il direttore d'orchestra parla e scherza con il
pubblico, presentando un programma sempre molto vario non solo con
lavori molto noti e amati, ma anche con nuove composizioni e la
partecipazione di grandi solisti internazionali. La tradizione vuole
che la Last Night of the Proms si concluda con la marcia Pomp &
Circumstances 1 di Elgar, la Fantasia on British Sea Songs di Henry
Wood, e l'inno Jerusalem di Parry, con il pubblico che batte le mani
cantando sia l'inno Jerusalem sia il testo aggiunto al brano di Elgar,
dal titolo Land of Hope and Glory.
La Last Night of the Proms è diventata così popolare che il suo
concetto è stato in pratica copiato da molte orchestre inglesi
soprattutto per i seguitissimi concerti estivi all'aperto che
prevedono proiezioni con i laser e fuochi d'artificio. E' da
sottolineare che la Bbc ha messo il copyright sul nome The Last Night
of the Proms e di conseguenza le altre orchestre usano nomi derivati
quali The Last Night of the Christmas Proms o The Last Night of the
Pavilion Proms, come nel nostro caso in cui il nome del concerto è
quello del luogo del concerto tenuto a Bournemouth, sulla costa
meridionale inglese, nella contea del Dorset. La Bournemouth Symphony
Orchestra (la più longeva orchestra stabile nel Regno Unito con 112
anni di attività) ha dedicato parte della sua attività ai Proms, con
una lunga serie di appuntamenti estivi oltre a quelli della stagione
in teatri. Tra questi il concerto il cui svolgimento è coinciso sia
con un giorno di festa, sabato, sia con il 23 aprile, San Giorgio,
patrono dell'Inghilterra. Sul podio Christopher Bell, giovane
direttore d'orchestra di Belfast la cui attività musicale (negli Stati
Uniti, in Scozia e nell'Ulster) è anche rivolta alla divulgazione per
i giovani. Quindi la grande comunicativa con il pubblico che esauriva
il Pavilion era assicurata, grazie anche a un gilet arcobaleno
sgargiante.
Inizio con tutto l'uditorio in piedi a cantare God save the Queen poi
via al repertorio della serata. Un programma con tanti brani
tradizionali ma con qualche scelta inaspettata o quantomeno poco
conosciuta al di fuori dell'Inghilterra. Tra le prime una splendida
suite dalla colonna sonora di Harry Potter dello specialista John
Williams, tra le altre la musica scritta per un altro film, l'Henry V
girato nel 1943 con Laurence Olivier, da William Walton, o la Spade
and Bucket Polka del compositore Percy Whitlock, organista dal 1932
proprio in Bournemouth. Per non parlare di un brano notissimo nel
Regno Unito come Calling All Workers di Eric Coates, in quanto sigla
di un programma radio della Bbc. Lo stesso Coates è noto per la
Dambusters March, uno dei pezzi più eseguiti nei Proms, e messo nel
finale della prima parte. Ma ciò che il pubblico aspetta è festeggiare
degnamente S.Giorgio con le bandiere in mano (in dotazione a ogni
posto a sedere): quindi tutti a sventolare i vessilli a partire dalla
Fantasia di Woods che riprende, tra gli altri, anche un brano di Georg
Friedrich Häendel, ma soprattuto Rule, Britannia! di Thomas Arne dove
il publico canta a gran voce i versi del ritornello mentre con colpo
di teatro compare dall'alto in scena la Union Jack. L'entusiasmo
continua con Jerusalem, vero e proprio inno non ufficiale composto nel
1916 da Sir Hubert Parry, maestro nato proprio a Bournemouth. Infine
la solenne marcia di Edward Elgar dalla Coronation Ode del 1902
ripetuta due volte e un tocco meno nobile con There's always be an
England, ma nessuno se ne duole, anzi. Bell è un eccellente maestro di
cerimonie, mentre la Bso si dimostra un complesso di prima grandezza
con contrabbassi, legni e percussioni in evidenza. Ma la vicenda più
curiosa per chi (specialmente straniero) non ha mai assistito a un
concerto del genere è la sua peculiarità, con i protagonisti equamente
divisi tra palco e pubblico. |
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Il direttore
d'orchestra Christopher Bell |
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Bandiere che
sventolano a un concerto dei Proms della Bournemouth Symphony
Orchestra |
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